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domenica 30 gennaio 2011

INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO A L'AQUILA:

tutti presenti meno il Governo!

Come tutti gli anni in questi giorni, il pianeta Giustizia si incontra per fare il punto sullo stato di salute e sull’attività della magistratura in Abruzzo, alla presenza dei rappresentanti di tutte le Istituzioni politiche e sociali.

Quest’anno a L’Aquila, e forse solo a L’Aquila, non c’era alcun rappresentante del governo nazionale: né il Presidente del Consiglio, né un Ministro e nemmeno un loro delegato.

Il fatto non ha suscitato commenti né reazioni politiche, perché evidentemente ritenuto poco importante nell’attuale situazione sociale ed economica abruzzese.

Io penso, invece, che una riflessione andrebbe fatta proprio per la gravità della situazione della città di L’Aquila, alle prese con la difficile fase della ricostruzione, e per le particolari problematiche derivanti dall’apertura nel cratere del più grande cantiere edilizio d’Europa.

Il Presidente della Corte d’Appello, Giovanni Canzio, ha snocciolato i dati che parlano da soli e dicono dell’importanza del lavoro che viene svolto nei Tribunali aquilani: sono 218 le inchieste aperte dalla Procura dell’Aquila per i reati di disastro colposo ed omicidio colposo, in relazione al terremoto, e sono 802 i procedimenti riguardanti la ricostruzione per i reati contro la Pubblica amministrazione.

Un lavoro così impegnativo,reso più difficile dalla presenza della criminalità organizzata negli affari degli appalti, viene svolto sempre con impegno e con professionalità, anche se con organici scarsi e senza mezzi adeguati e, qualche volta, in mezzo a tanta ingratitudine.

L’assenza di rappresentanti del Governo ha avuto il significato dell’indifferenza di fronte al lavoro difficile e delicato che svolgono i magistrati aquilani in un contesto sociale, ferito dal terremoto ed avvelenato dalle infiltrazioni mafiose.

Un disinteresse verso la Magistratura aquilana, che si unisce al disinteresse verso la ricostruzione della città, che non può aspettarsi molto da questi governanti.

L’Aquila, 30-1-2011

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori - L’Aquila

venerdì 28 gennaio 2011

LA POLITICA DEI COMMISSARI E LACORSIA PRIVILEGIATA DELLA CORRUZIONE IN ITALIA ED IN ABRUZZO:

PIU' COMMISSARI = PIU' CORRUZIONE.

Il Presidente Chiodi aveva appena esaltato i risultati dell’attività del suo Governo Regionale ed aveva appena nominato un altro Commissario per la gestione di 40 milioni per il dissesto idrogeologico, quando finisce in carcere per la gestione dei rifiuti in Campania proprio Gianfranco Mascazzini, Commissario fresco di nomina.

Il Presidente Chiodi ha proposto o ha accettato la nomina del Mascazzini evidentemente con superficialità, senza nemmeno leggere il suo curriculum e senza conoscere la sua condizione nota di indagato a Napoli.

E’una conferma del fallimento di una politica che affida ai Comissari la soluzione dei maggiori problemi sociali, ambientali ed economici, svuotando il ruolo delle Istituzioni democraticamente elette ed aggirando il rispetto delle procedure e delle regole nella gestione degli appalti e nell’affidamento dei lavori.

In Abruzzo, è tutto commissariato: Enti, Aziende, Sanità, Parco Sirente-Velino, Nuclei industriali, Bacino idrografico fiume Aterno, Ricostruzione di L’Aquila, smaltimento macerie…

Per ogni investimento c’è un Commissario, per ogni affare pubblico c’è un Commissario!

E’ ora di dire basta a questa politica pericolosa di una Classe dirigente inadeguata, che si nasconde dietro le gestioni commissariali, le quali favoriscono la corruzione, impediscono il controllo democratico ed offendono i cittadini che eleggono rappresentanti-fantoccio, costretti a percepire cospicue indennità per non fare nulla!


L’Aquila, 28-1-2011


Esecutivo Regionale Italia dei Valori

giovedì 27 gennaio 2011

LE RESPONSABILITA' DEL SINDACO E DELLA GIUNTA DI FRONTE ALLA VERGOGNA DEGLI UFFICI COMUNALI.

E’ veramente assurdo ed inconcepibile dovere assistere alle giustificate proteste dei dipendenti comunali che, dopo quasi 2 anni dal sisma, non sono messi in grado di fare il proprio lavoro in modo dignitoso nell’interesse della comunità aquilana.
Avevo denunciato qualche giorno fa l’assenza di personale al “servizio tributi” e la fila dei cittadini in attesa di avere informazioni dall’unico impiegato disponibile; abbiamo dovuto registrare poi i problemi e le difficoltà presenti nel settore “servizi demografici”; abbiamo oggi appreso pubblicamente - ma a tutti era noto da tempo- del caos e dei disagi ”negli uffici per la ricostruzione”, dislocati nei locali messi a disposizione dalla Guardia di Finanza.
Ma il Sindaco e gli Assessori dove stanno e dove lavorano, per non accorgersi della gravità della situazione in cui versa la struttura comunale e dei conseguenti disservizi che si creano ai cittadini?
Il Sindaco, che da qualche tempo è diventato superdinamico ed ogni giorno annuncia un’idea brillante, dalla ricostruzione del centro storico in 12 mesi al nuovo ospedale da 61 milioni, dovrebbe sapere che per fare le grandi opere c’è bisogno di saper fare prima quelle piccole o ordinarie, facendo funzionare bene la macchina che guida, senza la quale non andrà da nessuna parte e, purtroppo, non porterà la città da nessuna parte!
La prima cosa che avrebbe dovuto fare era quella di ricostruire la Casa Comunale, individuare una sede, anche provvisoria per tutti gli uffici comunali e per gli Amministratori comunali, per riaffermare la centralità anche simbolica del Municipio, ma anche per evitare il pellegrinaggio dei cittadini da un luogo all’altro alla ricerca dell’ufficio giusto.
Per rivendicare in modo credibile un ruolo autorevole al Comune nella ricostruzione, come è giusto che sia, bisogna da subito dare l’esempio in casa propria, facendo funzionare in modo trasparente e serio la macchina amministrativa: allora i cittadini potranno pensare che forse l’idea di una ricostruzione sollecita, senza tante pastoie burocratiche, del centro storico non sia una bufala ed un’illusione!

L’Aquila, 27-1-2011

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori L’Aquila

venerdì 21 gennaio 2011

L'AQUILA DA CITTA DELLA CULTURA A CITTA' DELLE CLIENTELE

e delle polemiche.

L’Aquila, che si candida a Capitale europea della cultura nel 2019, ha bisogno di essere all’altezza di questo progetto ambizioso e di volare alto per meritare la candidatura, invece di perdersi in sterili polemiche sull’assegnazione dei contributi - pochi spiccioli - alle Associazioni culturali locali, come sta avvenendo in questi giorni fra l’Assessore comunale, Pezzopane e l’Assessore regionale, Di Dalmazio, spalleggiato dai dirigenti aquilani del P.d.L.

Gli Enti Locali e la Regione non hanno finora speso una parola, né ipotizzato un percorso concreto per dare seguito ad una felice intuizione, che potrebbe rilanciare la vocazione di Polo culturale internazionale della città di L’Aquila, ma anche contribuire alla ripresa economica del territorio, valorizzando le sue risorse storico-monumentali ed il grande patrimonio dei beni culturali.

Nel frattempo, gli Enti culturali sono in grande sofferenza per mancanza di risorse finanziarie ed in qualche caso, vedi l’Accademia dell’Immagine,apprezzata nel mondo e dimenticata in città, chiudono nel silenzio generale.

E le tantissime Associazioni culturali, che rappresentano la vitalità e la specificità del tessuto culturale aquilano, sono costrette a tirare la giacca all’ Assessore di turno o ad elemosinare un contributo per realizzare un minimo di attività. Un’umiliazione che gli operatori culturali non meritano.

La verità è che la cultura non è considerata una cosa seria e produttiva, utile alla crescita della società, ma solo strumento di clientela politica e di consenso elettorale!

Una classe dirigente che così ragiona non può che limitarsi ad elargire contributi a pioggia, a prescindere dal merito e dalla bontà delle proposte: in questo P.D. e P.d.L fanno a gara.

E’ altrettanto vero che la Regione Abruzzo, al di là dell’evidente maggiore attenzione nei confronti delle Associazioni culturali della Provincia di Teramo, non dimostra la giusta consapevolezza della centralità del settore cultura, che dovrebbe essere rilevante e caratterizzante dell’azione politica, non solo per la città di L’Aquila, ma per l’intera comunità abruzzese.

Ne è la riprova la riduzione o l’azzeramento nel bilancio regionale del finanziamento di specifiche Leggi regionali per la cultura, complici gli stessi Consiglieri regionali eletti a L’Aquila ed in Provincia!

Quanto tempo dovrà passare per vedere una proposta seria e condivisa per rilanciare la Cultura- con la C maiuscola - a L’Aquila e per avere rispetto dalla Regione?

L’Aquila, 21-1.2011

Lelio De Santis

Coordinatore I.d.V. L’Aquila

lunedì 10 gennaio 2011

CI MANCA PURE L'ON. BORGHEZIO A OFFENDERE GLI AQUILANI!

I soci politici della Lega a L’Aquila ed in Abruzzo che ne pensano?

Le dichiarazioni dell’europarlamentare della Lega Nord contro le lamentele e le incapacità degli aquilani e degli abruzzesi, colpiti dal terremoto, sono irresponsabili e vergognose e danno il segnale della pochezza e dell’arroganza di una certa classe politica del Nord che ha fatto la sua fortuna con l’uso della volgarità e dell’offesa verso l’Italia al di sotto del Po.

Il senso di responsabilità e la fermezza del popolo aquilano, nonostante le incertezze delle risorse e l’imposizione di decisioni centralistiche, avallate dalla Lega federalista, sono stati messi a dura prova in questi 19 mesi di sacrifici e di privazioni, ma resistono con dignità ad ogni provocazione.

Passerà pure questa del sig. Borghezio, che magari smentirà pure, ma se la solidarietà in versione leghista è quella che lui dimostra, è meglio per tutti che non si parli più di Federalismo…

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli alleati della Lega: dal Presidente Chiodi al Presidente Del Corvo, dai Consiglieri P.d.L. al Comune al V.Presidente De Matteis… Sono sicuro che saranno tutti dalla parte degli aquilani!

Arriverà da loro tutti una ferma condanna delle offese dell’on.Borghezio, così come ferma sarà la risposta dell’Arcivescovo, Molinari.

Sarebbe un bell’esempio di unità e di forza della politica aquilana.

L’Aquila, 10-11-2011

sabato 8 gennaio 2011

QUANDO L'AQUILANITA' DIVENTA NEGATIVITA'.

Il caso Caritas : lo scontro al posto del confronto.
La mozione di sfiducia : lo scontro dopo l’inciucio

In questi primi giorni dell’anno, le cronache dei giornali, non solo locali, hanno diffusamente evidenziato lo scontro frontale tra il Comune e la Caritas per le difficoltà nell’utilizzo delle donazioni destinate a progetti utili alla collettività.

Entrambe le Istituzioni, nell’intento di fare bene il proprio compito - il Comune di pianificare gli interventi e la Caritas di realizzare i progetti – hanno polemizzato l’uno contro l’altra, perdendo tempo e rovinando ulteriormente l’immagine della Città.

Forse sarebbe stato sufficiente una telefonata, un chiarimento, un impegno a fare bene e subito, considerato che lo scopo era lo stesso e riguardava interventi utili al territorio.

Ed invece gli Amministratori comunali sono apparsi incapaci di accogliere finanziamenti per strutture sociali e rancorosi con i benefattori, al contrario dei Veneti che in 20 giorni ed in silenzio hanno rialzato la testa dopo l’alluvione!

D’altra parte, il Sindaco avrebbe potuto e dovuto tutelare il territorio già quando veniva deturpato con le 19 New Towns, con le centinaia di case abusive o con la chiesa di Piazza d’Armi: è vero, non è mai troppo tardi, ma il modo è sbagliato e dannoso per una città in grande sofferenza, che ha bisogno del contributo di tutti.

Il Sindaco autorevole è colui che decide senza strillare, che convince senza imporre, che attua il suo programma il lunedì, ma anche il martedì.

E l’attuale Minoranza consiliare, con l’annunciata mozione di sfiducia, ha imboccato la stessa strada scivolosa dei rancori polemici e dello scontro personale, dopo aver accettato le Presidenze delle commissioni consiliari ed aver partecipato al banchetto dei favori del Governo cittadino.

A poco più di un anno dalla scadenza naturale del Consiglio Comunale, non sarebbe più utile per la Città lasciare da parte tatticismi e personalismi ed utilizzare il tempo rimasto per concentrarsi tutti, maggioranza e minoranza, Forze sociali e culturali, sindacali ed imprenditoriali, sulle priorità della ricostruzione e del rilancio dell’economia, sulla fine delle gestioni commissariali e sulla governance della Città territorio?

Perché il Sindaco, Cialente, con un gesto di umiltà e di responsabilità, non avvia una fase politica nuova e più produttiva per la Città, promuovendo il tavolo del Fare insieme, il luogo del confronto, la sede delle scelte condivise, rimandando lo scontro politico a tempo debito?



L’Aquila,8-12-2011

Lelio De Santis

Coordinatore Italia dei Valori L’Aquila

martedì 4 gennaio 2011

IL GOVERNO MALTRATTA IL COMUNE ED

il Comune maltratta i cittadini con le cartelle pazze dell’I.C.I.

In questi giorni in cui non è ancora chiaro se c’è la copertura finanziaria aggiuntiva per la proroga di 6 mesi della restituzione delle tasse e la gestione commissariale imposta dal Governo continua ad umiliare gli Aquilani, il Comune ha pensato bene di fare altrettanto con i cittadini!

Migliaia di Aquilani, alle prese con i problemi del dopo terremoto, che sono l’autonoma sistemazione o il ghetto del progetto CASE, la complicata presentazione delle domande di ricostruzione o la ripresa di un’attività lavorativa, e con l’incertezza del futuro, hanno trovato sotto l’albero di Natale un bel regalo dagli uffici finanziari del Comune: la diffida a pagare cartelle I.C.I. di alcune centinaia di euro,compresi interessi e sanzioni, riferite anche agli anni 2.000, 2.001, 2.003 !

Lo sconcerto è diventato rabbia quando, il giorno lunedì 3 Gennaio alle ore 11,00, alcuni cittadini solerti si sono presentati negli uffici di via Filomusi Guelfi per chiedere informazioni al riguardo : hanno dovuto stare in fila per 2 ore e poi trovarsi davanti un solo dipendente comunale - un altro era assente – a cercare di fare il proprio dovere, chiedendo ricevute e riscontri ai pagamenti fatti tanti anni fa…

A parte le considerazioni tecniche e giuridiche ( ma il limite dell’esigibilità delle tasse non è di 5 anni?), viene da domandare al Sindaco e all’Assessore al ramo com’è possibile che questo si sia potuto verificare e come mai si sia voluto, credo inconsapevolmente, dare un altro colpo allo stomaco degli Aquilani.

E dopo aver deciso di infierire sui cittadini, si poteva risparmiare loro lo stress delle file, ampliando l’orario di apertura degli uffici, da 2 a 4 ore o aumentando il numero dei dipendenti allo sportello, visto anche il rinnovo del contratto a termine degli oltre 100 dipendenti assunti per le particolari esigenze della Città.

Un buon amministratore comunale, prima realizzare i grandi progetti di rinascita della città, deve dimostrare di saper fare bene l’ordinaria amministrazione e di essere capace di risolvere i piccoli problemi della vita quotidiana dei cittadini: finora, non si vedono avviati a soluzione né gli uni né gli altri!

L’Aquila, 4-1-2011