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mercoledì 16 febbraio 2011

CON IL DECRETO MILLEPROROGHE IL SENATO DICE AGLI AQUILANI:

ARRANGIATEVI DA SOLI NELLA RICOSTRUZIONE. APPELLO AI DEPUTATI.

Il Senato ha approvato con voto di fiducia, senza discutere nel merito, il tanto atteso decreto milleproroghe che ha confermato una buona notizia- il rinvio al 31 ottobre 2011 del pagamento delle tasse – e ne ha previsto una bruttissima- la possibilità per la Regione di aumentare le tasse e le addizionali, compresa l’imposta sulla benzina, fino ad un massimo di 5 centesimi per litro, per far fronte alla ricostruzione ed alla ripresa economica di L’Aquila e dei Comuni del cratere!

E’ un provvedimento, assunto in nome di un assurdo e dannoso federalismo fiscale, che cancella i più elementari principi di solidarietà nazionale e che offende le popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

Questa sorpresa partorita dal Senato è un pugno allo stomaco degli aquilani che stanno chiedendo da quasi 2 anni al Governo di essere trattati come gli altri cittadini italiani colpiti dal sisma in passato, con risorse certe e gestione trasparente affidata alle Istituzioni Locali.

La tattica delle promesse e della concessione delle elemosine a puntate forse nascondeva proprio questo intento cinico di lavarsene le mani e di affidare alla Regione ed agli Enti locali, non il compito della gestione della ricostruzione, ma solo l’antipatica incombenza di reperire i fondi necessari e, quindi, la responsabilità dell’imposizione di tasse aggiuntive!

Ora, c’è solo la possibilità di cancellare questa vergognosa decisione alla Camera, quando il Decreto sarà discusso in seconda lettura: i Deputati abruzzesi tutti, al di là delle esternazioni di maniera, dimostrino di tenere concretamente alla rinascita della città Capoluogo di Regione e dei Comuni del cratere!

In particolare, per una volta i Deputati del PdL antepongano gli interessi dell’Abruzzo e della popolazione aquilana alle logiche di bottega ed alle imposizioni della Lega Nord.

L’aquila, 16-2-2011

Lelio De Santis
Coordinatore I.d.V. L’Aquila

martedì 15 febbraio 2011

I PARADOSSI DELLA POLITICA AL CAPOLUOGO DI REGIONE.

Come cambiano le maschere degli Assessori comunali.
Il Sindaco tollera tutto: Assessori inquisiti ed Assessori dell’U.D.C.

Non sono passati nemmeno 4 anni dalla Elezioni amministrative, quando il candidato del Centrosinistra, Massimo Cialente vinse contro il candidato del Centrodestra, in quota U.D.C., Maurizio Leopardi, ma sembra che siano trascorsi secoli ed il quadro politico si è modificato radicalmente, con risultati incredibili e paradossali.

Non c’è più la maggioranza espressa dagli elettori, non c’è più la Giunta scelta col bilancino dal Sindaco…ma non c’è più nemmeno l’opposizione, né quella dura né quella costruttiva, addomesticata con le Presidenze di Commissioni o con la delibera Bipatisan per il Centro storico.

C’è un groviglio di Consiglieri e di Assessori che, ora d’accordo ora in disaccordo col Sindaco, occupano postazioni e ruoli, fuori da un chiaro progetto politico e fuori dai Partiti che li hanno candidati : rispondono solo a se stessi ed alle loro personali prospettive, lontane dal sentire dei cittadini.

Così si spiegano i continui cambi di casacca, le scomposizioni e le ricomposizioni dei Gruppi consiliari, le proteste dell’Assessore Riga e l’approdo del ViceSindaco, Arduini all’U.D.C., che non hanno nulla di motivazione ideale.

Il degrado della politica e l’arrivismo personale, però, non possono essere giustificati perché allontanano i cittadini dalle Istituzioni e , soprattutto, non possono essere tollerati- in questa città terremotata, che deve essere ricostruita ed anche rigenerata sul piano morale, con esempi di coerenza politica e di credibilità della classe politica.

IL massimo dello sconcerto e del paradosso è rappresentato dall’adesione del V. Sindaco Arduini, persona stimata, all’U.D.C., partito che aveva espresso il Candidato a Sindaco antagonista di Cialente: certo, è lecito cambiare Partito ed aderire ad un Partito di opposizione e che in Abruzzo è alleato del P.d.L., ma bisogna essere conseguenti e lasciare la poltrona che si occupa in una logica di maggioranza di centrosinistra!

E’ troppo comodo dire “ resto in maggioranza”, senza dire invece che “alle prossime elezioni amministrative starò comunque in questa coalizione di Centrosinistra”.

C’è un problema di moralità e di coerenza nella politica aquilana, aggravato dagli avvisi di garanzia a Consiglieri ed Assessori, che va affrontato con fermezza, a cominciare dal Sindaco che, se vuol dare prospettiva al suo impegno amministrativo, deve verificare l’affidabilità e la credibilità della squadra di Governo e ridefinire gli obiettivi programmatici.

L’Italia dei Valori a breve farà la sua parte, assumendo le decisioni opportune.

L’Aquila, 15-2-1952

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori - L’Aquila

sabato 12 febbraio 2011

L'AQUILA NON SI CULLI CON I PROVVEDIMENTI PROVVISORI,

RIPRENDA LA BATTAGLIA PER LAGEGGE PER LA RICOSTRUZIONE.

Decreto “ milleproroghe”: versamento delle tasse rinviato di 4 mesi per il cratere
Buon risultato della collaborazione dei Senatori abruzzesi dei 2 fronti politici
Ma attenzione a questo decreto: non è che abbiamo preso 1 e perderemo 2 con l’altro emendamento approvato sul federalismo fiscale?

Il positivo risultato conseguito in Commissione Bilancio al Senato va salutato con soddisfazione, anche se rappresenta una risposta provvisoria e parziale, in quanto il problema della restituzione delle tasse è solo rinviato di pochi mesi.
Ed alla fine dell’estate bisognerà tornare a chiedere le elemosine ed a supplicare il Governo, mentre sta calando il silenzio sulla soluzione organica e certa per la ricostruzione, che sia la Legge di iniziativa popolare o la Legge di iniziativa parlamentare.
Ma alcuni dettagli del decreto “ mille proroghe ” dovrebbero fare aprire gli occhi ai nostri parlamentari, se sono stati distratti in sede di esame, per evitare agli aquilani amare sorprese.
E’ stato approvato un emendamento a firma del senatore PdL, Giuseppe Esposito, che consente alle Regioni, colpite da calamità naturali, di aumentare i tributi, le addizionali ed anche l’imposta sulla benzina, per la ricostruzione. Solo se queste nuove tasse locali non basteranno, si potrà chiedere l’utilizzo del Fondo nazionale della Protezione civile!
A me pare, mi auguro di interpretare male l’emendamento, che con questa norma, in nome di un fasullo ed assurdo federalismo, salta il principio della solidarietà nazionale e che anche per il dramma del nostro terremoto dovremo vedercela da soli.
In questo caso, i Senatori abruzzesi sarebbero stati accontentati con una mano e fregati con l’altra.
Il testo di legge licenziato dalla Commissione Bilancio andrà in aula lunedì per il voto finale : cari Senatori, fate attenzione ed utilizzata la ritrovata concordia per difendere le ragioni ed i diritti dei cittadini colpiti dal sisma, ma anche della nostra Regione, che non può solo prendere ordini dalla politica nazionale.


L’Aquila, 12-2-2011
Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori L’Aquila

venerdì 11 febbraio 2011

LA GIUNTA PROVINCIALE IN CONTINUO CAMBIAMENTO SU ORDINE P.D.L.

E’ veramente incomprensibile ed assurdo sul piano amministrativo la sostituzione di 2 Assessori, dopo quelle precedenti di Retico e di Srour, a solo pochi mesi dalle Elezioni, con la nomina di Liris del Pd.L. e di D’Eramo della Destra.

Il Presidente, Del Corvo, ha dimostrato di non tener conto delle esigenze dell’Amministrazione provinciale e di essere, al contrario, solo uomo di partito che esegue gli ordini dei Vertici nazionali.

Non si spiega diversamente la repentina decisione di nominare 2 nuovi assessori, senza spiegarne le ragioni relative al lavoro svolto, ma solo le ragioni di politica nazionale.

In particolare, la nomina di D’Eramo,segretario della Destra, che non ha rappresentanti in Consiglio provinciale, sa solo di equilibrio politico e di ricompensa di Berlusconi a Storace per l’appoggio dato al Governo.

L’Aquila, 11-2-2011

Rinaldo Mariani
Capogruppo Consiglio Provinciale I.d.V

lunedì 7 febbraio 2011

L'AQUILA TERREMOTATA E' UNA CITTA' IN MANO...

opportunisti ed agli affaristi:
imperdonabile la complicità di Amministratori e di Dirigenti comunali !

Gli avvisi di garanzia che hanno raggiunto gli Assessori comunali, Fanfani e Lisi, il Comandante della polizia municipale ed alcuni Dirigenti comunali, l’impresa realizzatrice ed il direttore dei lavori, per la costruzione abusiva di una struttura ad uso commerciale, rappresentano un segnale negativo e pericoloso per la città, che nessuno deve sottovalutare, al di là della scontata considerazione che siamo tutti garantisti e che vale per tutti la presunzione di innocenza.

Il legame affaristico che collega parte della pubblica amministrazione e settori della politica all’impresa privata, pronta a speculare sulle difficoltà di una città in ginocchio, va stroncato subito, prima che da parte dell’autorità giudiziaria, da parte della Politica sana ancora presente nelle Pubbliche Amministrazioni e da parte dei Partiti politici, che devono fare pulizia al loro interno.

Dopo 22 mesi, la ricostruzione delle case dei cittadini normali e la ricostruzione delle Strutture pubbliche che servono è ferma o rimane impigliata nelle maglie della burocrazia e dell’inefficienza del sistema politico-amministrastivo, ma la realizzazione di opere e di manufatti che interessano ad alcuni imprenditori privati e producono affari non trova ostacoli, superando clandestinamente intoppi amministrativi ed urbanistici!

C’è bisogno di segnali chiari e forti: Il sindaco, Cialente, tolga subito dalla sua Giunta i due Assessori, per metterli in condizione di giustificare il loro operato senza condizionamenti, ed ad adotti i provvedimenti opportuni nei confronti dei Dirigenti coinvolti nella vicenda.

I cittadini, esasperati e sfiduciati, non possono tollerare nemmeno l’ombra del dubbio che chi li rappresenta non esercita il suo mandato in modo trasparente ed onesto.

L’Aquila, 7-1-2011

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori - L’Aquila

venerdì 4 febbraio 2011

LA RICOSTRUZIONE DELLA CITTA' E' FERMA.

Il tavolo istituzionale con Letta : tutti d’amore e d’accordo, ma su che cosa?

L’incontro di ieri al massimo livello fra i rappresentanti delle diverse Istituzioni interessate alla ricostruzione, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta, ha registrato un’incredibile, ma positiva, unanimità di intenti fra protagonisti,solitamente fra loro polemici.

Non è dato sapere su che cosa si sia verificata l’intesa, ma c’è da sperare che produca risultati concreti: snellimento delle procedure, chiarezza sulle responsabilità di ognuno e certezza sui tempi della ricostruzione.

Spero che non sia stata solo una passerella all’insegna del vogliamoci bene per tranquillizzare i cittadini, ormai sfiduciati, con l’annuncio della disponibilità- ma non è una novità…- di una montagna di danaro: 3 miliardi di euro, cioè 6.000 miliardi di vecchie lire!

Ad oggi, la ricostruzione della città fatta di parole e di atti inutili è ferma e la mozione bipartisan, approvata dal Consiglio comunale il 17 gennaio, per la ricostruzione veloce del centro storico si sta rivelando solo un modo per illudere i cittadini.

La commissione consiliare costituita ad hoc per incontrare il Capo del Governo, al fine di illustrargli la mozione e di avere il via libera, oltre ai finanziamenti necessari, sarà ancora in attesa di ottenere l’appuntamento con Berlusconi, ma si è ben guardata di affrontare subito il problema con il suo plenipotenziario, Gianni Letta, che era venuto proprio a L’Aquila!

Il Sindaco ed il Presidente del Consiglio comunale devono sapere che un’idea, anche la migliore, perché produca risultati ha bisognio di azioni concrete e di progetti esecutivi: finora abbiamo visto solo inutili protagonismi ed un’intollerabile strumentalizzazione dei bisogni della gente.

L’Aquila, 4-2-2011

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Lavori – L’Aquila

domenica 30 gennaio 2011

INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO A L'AQUILA:

tutti presenti meno il Governo!

Come tutti gli anni in questi giorni, il pianeta Giustizia si incontra per fare il punto sullo stato di salute e sull’attività della magistratura in Abruzzo, alla presenza dei rappresentanti di tutte le Istituzioni politiche e sociali.

Quest’anno a L’Aquila, e forse solo a L’Aquila, non c’era alcun rappresentante del governo nazionale: né il Presidente del Consiglio, né un Ministro e nemmeno un loro delegato.

Il fatto non ha suscitato commenti né reazioni politiche, perché evidentemente ritenuto poco importante nell’attuale situazione sociale ed economica abruzzese.

Io penso, invece, che una riflessione andrebbe fatta proprio per la gravità della situazione della città di L’Aquila, alle prese con la difficile fase della ricostruzione, e per le particolari problematiche derivanti dall’apertura nel cratere del più grande cantiere edilizio d’Europa.

Il Presidente della Corte d’Appello, Giovanni Canzio, ha snocciolato i dati che parlano da soli e dicono dell’importanza del lavoro che viene svolto nei Tribunali aquilani: sono 218 le inchieste aperte dalla Procura dell’Aquila per i reati di disastro colposo ed omicidio colposo, in relazione al terremoto, e sono 802 i procedimenti riguardanti la ricostruzione per i reati contro la Pubblica amministrazione.

Un lavoro così impegnativo,reso più difficile dalla presenza della criminalità organizzata negli affari degli appalti, viene svolto sempre con impegno e con professionalità, anche se con organici scarsi e senza mezzi adeguati e, qualche volta, in mezzo a tanta ingratitudine.

L’assenza di rappresentanti del Governo ha avuto il significato dell’indifferenza di fronte al lavoro difficile e delicato che svolgono i magistrati aquilani in un contesto sociale, ferito dal terremoto ed avvelenato dalle infiltrazioni mafiose.

Un disinteresse verso la Magistratura aquilana, che si unisce al disinteresse verso la ricostruzione della città, che non può aspettarsi molto da questi governanti.

L’Aquila, 30-1-2011

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori - L’Aquila

venerdì 28 gennaio 2011

LA POLITICA DEI COMMISSARI E LACORSIA PRIVILEGIATA DELLA CORRUZIONE IN ITALIA ED IN ABRUZZO:

PIU' COMMISSARI = PIU' CORRUZIONE.

Il Presidente Chiodi aveva appena esaltato i risultati dell’attività del suo Governo Regionale ed aveva appena nominato un altro Commissario per la gestione di 40 milioni per il dissesto idrogeologico, quando finisce in carcere per la gestione dei rifiuti in Campania proprio Gianfranco Mascazzini, Commissario fresco di nomina.

Il Presidente Chiodi ha proposto o ha accettato la nomina del Mascazzini evidentemente con superficialità, senza nemmeno leggere il suo curriculum e senza conoscere la sua condizione nota di indagato a Napoli.

E’una conferma del fallimento di una politica che affida ai Comissari la soluzione dei maggiori problemi sociali, ambientali ed economici, svuotando il ruolo delle Istituzioni democraticamente elette ed aggirando il rispetto delle procedure e delle regole nella gestione degli appalti e nell’affidamento dei lavori.

In Abruzzo, è tutto commissariato: Enti, Aziende, Sanità, Parco Sirente-Velino, Nuclei industriali, Bacino idrografico fiume Aterno, Ricostruzione di L’Aquila, smaltimento macerie…

Per ogni investimento c’è un Commissario, per ogni affare pubblico c’è un Commissario!

E’ ora di dire basta a questa politica pericolosa di una Classe dirigente inadeguata, che si nasconde dietro le gestioni commissariali, le quali favoriscono la corruzione, impediscono il controllo democratico ed offendono i cittadini che eleggono rappresentanti-fantoccio, costretti a percepire cospicue indennità per non fare nulla!


L’Aquila, 28-1-2011


Esecutivo Regionale Italia dei Valori

giovedì 27 gennaio 2011

LE RESPONSABILITA' DEL SINDACO E DELLA GIUNTA DI FRONTE ALLA VERGOGNA DEGLI UFFICI COMUNALI.

E’ veramente assurdo ed inconcepibile dovere assistere alle giustificate proteste dei dipendenti comunali che, dopo quasi 2 anni dal sisma, non sono messi in grado di fare il proprio lavoro in modo dignitoso nell’interesse della comunità aquilana.
Avevo denunciato qualche giorno fa l’assenza di personale al “servizio tributi” e la fila dei cittadini in attesa di avere informazioni dall’unico impiegato disponibile; abbiamo dovuto registrare poi i problemi e le difficoltà presenti nel settore “servizi demografici”; abbiamo oggi appreso pubblicamente - ma a tutti era noto da tempo- del caos e dei disagi ”negli uffici per la ricostruzione”, dislocati nei locali messi a disposizione dalla Guardia di Finanza.
Ma il Sindaco e gli Assessori dove stanno e dove lavorano, per non accorgersi della gravità della situazione in cui versa la struttura comunale e dei conseguenti disservizi che si creano ai cittadini?
Il Sindaco, che da qualche tempo è diventato superdinamico ed ogni giorno annuncia un’idea brillante, dalla ricostruzione del centro storico in 12 mesi al nuovo ospedale da 61 milioni, dovrebbe sapere che per fare le grandi opere c’è bisogno di saper fare prima quelle piccole o ordinarie, facendo funzionare bene la macchina che guida, senza la quale non andrà da nessuna parte e, purtroppo, non porterà la città da nessuna parte!
La prima cosa che avrebbe dovuto fare era quella di ricostruire la Casa Comunale, individuare una sede, anche provvisoria per tutti gli uffici comunali e per gli Amministratori comunali, per riaffermare la centralità anche simbolica del Municipio, ma anche per evitare il pellegrinaggio dei cittadini da un luogo all’altro alla ricerca dell’ufficio giusto.
Per rivendicare in modo credibile un ruolo autorevole al Comune nella ricostruzione, come è giusto che sia, bisogna da subito dare l’esempio in casa propria, facendo funzionare in modo trasparente e serio la macchina amministrativa: allora i cittadini potranno pensare che forse l’idea di una ricostruzione sollecita, senza tante pastoie burocratiche, del centro storico non sia una bufala ed un’illusione!

L’Aquila, 27-1-2011

Lelio De Santis
Coordinatore Italia dei Valori L’Aquila

venerdì 21 gennaio 2011

L'AQUILA DA CITTA DELLA CULTURA A CITTA' DELLE CLIENTELE

e delle polemiche.

L’Aquila, che si candida a Capitale europea della cultura nel 2019, ha bisogno di essere all’altezza di questo progetto ambizioso e di volare alto per meritare la candidatura, invece di perdersi in sterili polemiche sull’assegnazione dei contributi - pochi spiccioli - alle Associazioni culturali locali, come sta avvenendo in questi giorni fra l’Assessore comunale, Pezzopane e l’Assessore regionale, Di Dalmazio, spalleggiato dai dirigenti aquilani del P.d.L.

Gli Enti Locali e la Regione non hanno finora speso una parola, né ipotizzato un percorso concreto per dare seguito ad una felice intuizione, che potrebbe rilanciare la vocazione di Polo culturale internazionale della città di L’Aquila, ma anche contribuire alla ripresa economica del territorio, valorizzando le sue risorse storico-monumentali ed il grande patrimonio dei beni culturali.

Nel frattempo, gli Enti culturali sono in grande sofferenza per mancanza di risorse finanziarie ed in qualche caso, vedi l’Accademia dell’Immagine,apprezzata nel mondo e dimenticata in città, chiudono nel silenzio generale.

E le tantissime Associazioni culturali, che rappresentano la vitalità e la specificità del tessuto culturale aquilano, sono costrette a tirare la giacca all’ Assessore di turno o ad elemosinare un contributo per realizzare un minimo di attività. Un’umiliazione che gli operatori culturali non meritano.

La verità è che la cultura non è considerata una cosa seria e produttiva, utile alla crescita della società, ma solo strumento di clientela politica e di consenso elettorale!

Una classe dirigente che così ragiona non può che limitarsi ad elargire contributi a pioggia, a prescindere dal merito e dalla bontà delle proposte: in questo P.D. e P.d.L fanno a gara.

E’ altrettanto vero che la Regione Abruzzo, al di là dell’evidente maggiore attenzione nei confronti delle Associazioni culturali della Provincia di Teramo, non dimostra la giusta consapevolezza della centralità del settore cultura, che dovrebbe essere rilevante e caratterizzante dell’azione politica, non solo per la città di L’Aquila, ma per l’intera comunità abruzzese.

Ne è la riprova la riduzione o l’azzeramento nel bilancio regionale del finanziamento di specifiche Leggi regionali per la cultura, complici gli stessi Consiglieri regionali eletti a L’Aquila ed in Provincia!

Quanto tempo dovrà passare per vedere una proposta seria e condivisa per rilanciare la Cultura- con la C maiuscola - a L’Aquila e per avere rispetto dalla Regione?

L’Aquila, 21-1.2011

Lelio De Santis

Coordinatore I.d.V. L’Aquila

lunedì 10 gennaio 2011

CI MANCA PURE L'ON. BORGHEZIO A OFFENDERE GLI AQUILANI!

I soci politici della Lega a L’Aquila ed in Abruzzo che ne pensano?

Le dichiarazioni dell’europarlamentare della Lega Nord contro le lamentele e le incapacità degli aquilani e degli abruzzesi, colpiti dal terremoto, sono irresponsabili e vergognose e danno il segnale della pochezza e dell’arroganza di una certa classe politica del Nord che ha fatto la sua fortuna con l’uso della volgarità e dell’offesa verso l’Italia al di sotto del Po.

Il senso di responsabilità e la fermezza del popolo aquilano, nonostante le incertezze delle risorse e l’imposizione di decisioni centralistiche, avallate dalla Lega federalista, sono stati messi a dura prova in questi 19 mesi di sacrifici e di privazioni, ma resistono con dignità ad ogni provocazione.

Passerà pure questa del sig. Borghezio, che magari smentirà pure, ma se la solidarietà in versione leghista è quella che lui dimostra, è meglio per tutti che non si parli più di Federalismo…

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli alleati della Lega: dal Presidente Chiodi al Presidente Del Corvo, dai Consiglieri P.d.L. al Comune al V.Presidente De Matteis… Sono sicuro che saranno tutti dalla parte degli aquilani!

Arriverà da loro tutti una ferma condanna delle offese dell’on.Borghezio, così come ferma sarà la risposta dell’Arcivescovo, Molinari.

Sarebbe un bell’esempio di unità e di forza della politica aquilana.

L’Aquila, 10-11-2011

sabato 8 gennaio 2011

QUANDO L'AQUILANITA' DIVENTA NEGATIVITA'.

Il caso Caritas : lo scontro al posto del confronto.
La mozione di sfiducia : lo scontro dopo l’inciucio

In questi primi giorni dell’anno, le cronache dei giornali, non solo locali, hanno diffusamente evidenziato lo scontro frontale tra il Comune e la Caritas per le difficoltà nell’utilizzo delle donazioni destinate a progetti utili alla collettività.

Entrambe le Istituzioni, nell’intento di fare bene il proprio compito - il Comune di pianificare gli interventi e la Caritas di realizzare i progetti – hanno polemizzato l’uno contro l’altra, perdendo tempo e rovinando ulteriormente l’immagine della Città.

Forse sarebbe stato sufficiente una telefonata, un chiarimento, un impegno a fare bene e subito, considerato che lo scopo era lo stesso e riguardava interventi utili al territorio.

Ed invece gli Amministratori comunali sono apparsi incapaci di accogliere finanziamenti per strutture sociali e rancorosi con i benefattori, al contrario dei Veneti che in 20 giorni ed in silenzio hanno rialzato la testa dopo l’alluvione!

D’altra parte, il Sindaco avrebbe potuto e dovuto tutelare il territorio già quando veniva deturpato con le 19 New Towns, con le centinaia di case abusive o con la chiesa di Piazza d’Armi: è vero, non è mai troppo tardi, ma il modo è sbagliato e dannoso per una città in grande sofferenza, che ha bisogno del contributo di tutti.

Il Sindaco autorevole è colui che decide senza strillare, che convince senza imporre, che attua il suo programma il lunedì, ma anche il martedì.

E l’attuale Minoranza consiliare, con l’annunciata mozione di sfiducia, ha imboccato la stessa strada scivolosa dei rancori polemici e dello scontro personale, dopo aver accettato le Presidenze delle commissioni consiliari ed aver partecipato al banchetto dei favori del Governo cittadino.

A poco più di un anno dalla scadenza naturale del Consiglio Comunale, non sarebbe più utile per la Città lasciare da parte tatticismi e personalismi ed utilizzare il tempo rimasto per concentrarsi tutti, maggioranza e minoranza, Forze sociali e culturali, sindacali ed imprenditoriali, sulle priorità della ricostruzione e del rilancio dell’economia, sulla fine delle gestioni commissariali e sulla governance della Città territorio?

Perché il Sindaco, Cialente, con un gesto di umiltà e di responsabilità, non avvia una fase politica nuova e più produttiva per la Città, promuovendo il tavolo del Fare insieme, il luogo del confronto, la sede delle scelte condivise, rimandando lo scontro politico a tempo debito?



L’Aquila,8-12-2011

Lelio De Santis

Coordinatore Italia dei Valori L’Aquila

martedì 4 gennaio 2011

IL GOVERNO MALTRATTA IL COMUNE ED

il Comune maltratta i cittadini con le cartelle pazze dell’I.C.I.

In questi giorni in cui non è ancora chiaro se c’è la copertura finanziaria aggiuntiva per la proroga di 6 mesi della restituzione delle tasse e la gestione commissariale imposta dal Governo continua ad umiliare gli Aquilani, il Comune ha pensato bene di fare altrettanto con i cittadini!

Migliaia di Aquilani, alle prese con i problemi del dopo terremoto, che sono l’autonoma sistemazione o il ghetto del progetto CASE, la complicata presentazione delle domande di ricostruzione o la ripresa di un’attività lavorativa, e con l’incertezza del futuro, hanno trovato sotto l’albero di Natale un bel regalo dagli uffici finanziari del Comune: la diffida a pagare cartelle I.C.I. di alcune centinaia di euro,compresi interessi e sanzioni, riferite anche agli anni 2.000, 2.001, 2.003 !

Lo sconcerto è diventato rabbia quando, il giorno lunedì 3 Gennaio alle ore 11,00, alcuni cittadini solerti si sono presentati negli uffici di via Filomusi Guelfi per chiedere informazioni al riguardo : hanno dovuto stare in fila per 2 ore e poi trovarsi davanti un solo dipendente comunale - un altro era assente – a cercare di fare il proprio dovere, chiedendo ricevute e riscontri ai pagamenti fatti tanti anni fa…

A parte le considerazioni tecniche e giuridiche ( ma il limite dell’esigibilità delle tasse non è di 5 anni?), viene da domandare al Sindaco e all’Assessore al ramo com’è possibile che questo si sia potuto verificare e come mai si sia voluto, credo inconsapevolmente, dare un altro colpo allo stomaco degli Aquilani.

E dopo aver deciso di infierire sui cittadini, si poteva risparmiare loro lo stress delle file, ampliando l’orario di apertura degli uffici, da 2 a 4 ore o aumentando il numero dei dipendenti allo sportello, visto anche il rinnovo del contratto a termine degli oltre 100 dipendenti assunti per le particolari esigenze della Città.

Un buon amministratore comunale, prima realizzare i grandi progetti di rinascita della città, deve dimostrare di saper fare bene l’ordinaria amministrazione e di essere capace di risolvere i piccoli problemi della vita quotidiana dei cittadini: finora, non si vedono avviati a soluzione né gli uni né gli altri!

L’Aquila, 4-1-2011