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mercoledì 29 dicembre 2010

LA FUNIVIA DEL GRAN SASSO NON RIAPRE DI CHI SONO LE RESPONSABILITA'?

E’ incredibile quello che succede a L’Aquila per la riapertura della funivia di Fonte Cerreto, dopo 8 mesi di blocco che ha penalizzato il turismo aquilano ed ha impedito la fruizione del Gran Sasso, unica vera risorsa del territorio, soprattutto ora che la città è disastrata.

Quando il nastro era pronto per essere tagliato da Letta e Bertolaso, ci si è accorti che un pezzo del motore si era sgranato e che l’impianto non poteva più essere collaudato! E così, senza dare conto dei ritardi e delle lungaggini burocratiche ingiustificate, ma anche senza chiedere scusa agli aquilani, agli esercenti, agli operatori turistici agli amanti della montagna, il Centro Turistico informa con una fredda nota: la funivia non è ancora a posto, tornate a casa!

In una condizione normale di responsabilità democratica e di rispetto istituzionale, ci sarebbero già state le dimissioni del Presidente e del Direttore dell’Azienda che ha la gestione e la cura dell’impianto del Gran Sasso.

Gli Aquilani sono pazienti e sopportano tutto, anche le inefficienze della pubblica amministrazione e, quindi, non protestano, ma poi non possiamo lamentarci se il turismo estivo ed invernale nostrano, nonostante le grandi potenzialità del territorio, sul piano dell’organizzzione e dei servizi è a livello di terzo mondo…

In questoi caso, la responsabilità ha un nome ed un cognome aquilano, riguarda gli amministratori di un’azienda, nominati dal Sindaco di questa città : gli uni e l’altro debbono sapere, al di là delle specifiche responsabilità, che inconvenienti di questo genere non sono tollerabili e non giovano alla rinascita di un territorio.

L’Aquila, 29-12-2010

Lelio De Santis

Coordinatore Italia dei Valori - L’Aquila

martedì 28 dicembre 2010

L'INFORMAZIONE ABRUZZESE,

in particolare la RAI, è asservita al potere, Ma tutti tacciono….

In questi giorni, sulla vicenda RAI nei palazzi del potere politico regna il silenzio assoluto, nonostante che il Sindacato Giornalisti abruzzesi abbia ripetutamente denunciato ”i condizionamenti e le ingerenze della politica negli assetti e nel lavoro delle redazioni, in particolare, in relazione all’intendimento dei Vertici aziendali di provvedere ad un avvicendamento al comando, con la nomina di un nuovo Caporedattore”.

E’ nota a tutti la scarsa autonomia delle testate giornalistiche abruzzesi ed il condizionamento dei tanti operatori dell’informazione scritta o televisiva, che cercano a fatica di dare voce alle diverse posizioni politiche, ma il tentativo di cambiare in modo inusuale la guida della sede regionale della RAI è il peggiore esempio di imposizioni di nomine ad personam, violando le procedure e condizionando le professionalità dell’Azienda.

E così, continua la gestione clientelare della TV di Stato e lo sperpero delle risorse pubbliche, senza affrontare il problema del rilancio complessivo della testata, alzando il livello della competenza ed allargando il campo dei servizi a tutto il territorio abruzzese.

Bisogna ricordare a tutti che la RAI è regionale: è la RAI d’Abruzzo e non la RAI di Pescara, come taluni ritengono!

L’Abruzzo interno e L’Aquila meriterebbero più attenzione: una sede dignitosa e non uno scantinato, un organico adeguato e non un solo, seppure bravo, giornalista, anche in considerazione della grande mole di lavoro derivante dalle accresciute esigenze informative della ricostruzione post terremoto.

Evidentemente, anche il potente marsicano,De Laurentis, membro del C.d.A. della RAI e Presidente dell’U.D.C. - in una condizione di chiara incompatibilità – è più dedito alla definizione delle nomine che a potenziare il servizio RAI in tutta la Regione ed, in particolare, a L’Aquila, la cui complessa e straordinaria situazione a seguito del sisma dovrebbe consigliare di dotare la sede aquilana di personale e mezzi adeguati, invece di continuare a spendere ancora per anni risorse ingenti per missioni quotidiane di personale pendolare da Pescara.

Ma i maggiori Partiti, PdL e PD, il Presidente, Pagano, il Presidente ,Chiodi, i Parlamentari abruzzesi, sono tutti in religioso silenzio, forse perché complici o forse perché disinteressati alla libertà ed al pluralismo dell’ informazione?

In una Regione normale, con un sistema democratico normale, sarebbe stato da tempo convocato un Consiglio Regionale straordinario per affrontare i problemi dell’informazione e per comprendere il ruolo della RAI, che sono questioni non riservate o per addetti ai lavori, ma che attengono alla democrazia di una società.

Nella nostra Regione, invece, spesso si preferisce parlare di aria fritta.

L’Aquila, 28-12-2010

Esecutivo Regionale - Italia dei Valori

giovedì 23 dicembre 2010

LA PROROGA DELLE TASSE BASTA CON LE ELEMOSINE.

Problema L’Aquila-Problema Abruzzo.

Sotto l’albero di Natale gli Aquilani hanno trovato la proroga di appena 6 mesi della restituzione delle tasse sospese per gentile concessione del Governo Berlusconi, su intercessione del Presidente Chiodi: bisogna festeggiare e ringraziare il Governo o bisogna alzare il livello della protesta?

E’ evidente che la protesta dei cittadini sia stata decisiva per ottenere questo importante ma non risolutivo risultato dal Governo alle prese con la difficile opera di copertura finanziaria dei tanti impegni in scadenza, e comunque sensibile alle richieste di altre Regioni, come il Veneto, che con il suo Presidente leghista non ha avuto alcuna difficoltà ad ottenere il sostegno finanziario richiesto per i territori alluvionati, che vengono prima delle esigenze della popolazione aquilana e dei doveri della ricostruzione.

Anche in questa occasione, il Sindaco Cialente ha dovuto affrontare l’ennesimo viaggio della speranza a Roma per supplicare i Potenti al fine di ottenere quanto dovuto, niente di più del trattamento riservato dallo Stato ai cittadini in analoghe circostante.

I Potenti hanno concesso, in extremis dopo pressioni e minacce vibranti, una piccola proroga, che rinvia di pochi mesi il problema e che continua a tenere la Città in una condizione di sudditanza politica, assolutamente inaccettabile.

Ancora più umiliante è l’invito del Presidente Chiodi a ringraziare il Presidente Berlusconi per il regalo di Natale fatto agli Aquilani, dimenticando gli impegni assunti e le sue promesse solenni di pochi giorni fa…

Non si può continuare così: la dignità ed il rispetto di una popolazione vengono prima di ogni altra considerazione politica ed impongono una risposta forte e definitiva da parte di tutte le Istituzioni ad ogni livello, da parte di tutti i Parlamentari e di tutti i Consiglieri regionali, che finalmente devono assumere il Problema -L’Aquila come il Problema - Regione, la cui risoluzione attiene all’unità ed al futuro dell’Abruzzo.

La modesta forza politica del Presidente Chiodi e la debole considerazione delle Istituzioni locali nei Palazzi romani, impongono di cambiare pagina, di porre fine alla gestione commissariale e di affidare alle migliori energie aquilane la responsabilità della ricostruzione materiale ed economica della Città.

L’Aquila,23-12-2010

LA DIRETTIVA CICCHETTI: IL PROBLEMA E' CICCHETTI NON LA DIRETTIVA.

Con questa Direttiva il Vice Commissario Cicchetti, nell’intento di risparmiare denaro e di impedire le furbizie, ha creato sconcerto e preoccupazione nei cittadini, che rischiano così di passare il Natale sotto i ponti.

Un intento giusto perseguito con un mezzo sbagliato è inutile e dannoso, quando basterebbe assumere due normali e semplici decisisioni:

- colpire solo i furbi ed i disonesti con controlli severi, senza vessare gli aquilani con atti generalizzati;

- far rientrare i cittadini che hanno ristrutturato le loro case B e C, con verifiche nei cantieri aperti e con la chiusura effettiva dei lavori e conseguente agibilità.

Ma ancora più importante è rimuovere la causa dello sconcerto dei cittadini:

chiedere le dimissioni del Vice Commissario Cicchetti, che ha dimostrato di non avere conmpetenze né sensibilità adeguate per assicurare assistenza alla popolazione.

In questo modo , un risparmio certo ci sarebbe senza creare disagio a nessuno:

sarebbero risparmiati 40.000 euro al mese, lo stipendio del dr. Cicchetti, che sono un’offesa al buon senso ed una provocazione per i tanti cassintegrati, disoccupati o lavoratori a 1.000 euro al mese!

Il Sindaco Cialente e l’Assessore Pezzopane, oltre a criticare la Direttiva incriminata, perché non chiedono le dimissioni di Cicchetti, che ha dimostrato di non essere di alcun aiuto alla vita degli aquilani?



L’Aquila, 23-12-2010

giovedì 16 dicembre 2010

L’AQUILA HA BISOGNO DI UNA NUOVA FASE POLITICA:

IL SINDACO VUOLE GESTIRE IL TRAMONTO O LA RINASCITA DELLA CITTA’?

Una città disastrata, con i tanti problemi della ricostruzione e con un clima sociale di scontro e di sfiducia,avrebbe bisogno di Attori Istituzionali e di Protagonisti politici impegnati a tempo pieno ed in un lavoro di squadra, per affrontare con competenza le emergenze quotidiane e per pensare con serietà ad un idea di futuro.

Invece, e basta assistere per qualche minuto al Consiglio Comunale, i Protagonisti della vita politica cittadina sono alle prese con le minutaglie amministrative o con la tutela di interessi particolari, senza manifestare uno slancio di progettualità e di responsabilità.

Il trasversalismo politico oscuro che tiene insieme quella che fu la Maggioranza e quella che fu la Minoranza appare ogni volta che manca - e succede spesso- il numero legale per evitare di approvare una delibera che potrebbe nuocere ai propri clienti-elettori od ogni volta che vengono eletti Presidenti di Commissioni Consiliari uomini appartenenti alla Minoranza con i voti dellla Maggioranza e con il Sindaco consenziente.

Il dato politico evidente è che non esiste più la Maggioranza espressa dal voto del 2007, come non esiste più da tempo la Coalizione di Centrosinistra e quella di Centrodestra: resiste solo una logica di mantenimento di ruoli e posizioni, che si nasconde dietro la giustificazione della governabilità.

Il Sindaco Cialente ha davanti due strade:

quella di tirare a campare, ricercando il voto di volta in volta dei Consiglieri comunali, fuori da una strategia politica condivisa e chiara;

quella di cambiare pagina ed avviare con coraggio una nuova fase politica, che tenga conto della gravità della situazione e dell’esigenza della chiarezza politica.

L’I.d.V., che garantisce senso di responsabilità con il Consigliere Mancini, ritiene che il Sindaco debba aprire una nuova fase politica e non subire gli eventi o i condizionamenti; debba avere la capacità di formulare una nuova proposta programmatica ed una nuova Giunta e non aspettare- risentito o passivo- una mozione di sfiducia, che allo stato la città non capirebbe.

IL Sindaco deve superare questa situazione di ambigiuità politica e di inconcludenza amministrativa assumendo su di sé alla luce del sole la responsabilità di una svolta politica nell’interesse della città: un programma con 2 o 3 punti prioritari e qualificanti per la ricostruzione materiale e sociale, ed una nuova Giunta Comunale di responsabilità, qualificata e ridotta nel numero, che aggredisca con efficacia e con determinazioni i numerosi problemi.

Il Il Sindaco deve guardare avanti e gettare un ponte verso il 2012, favorendo il cambiamento ed il coinvolgimento delle forze vive, se non vorrà riconsegnare anche il Comune, dopo la Provincia, ad una Destra eterodiretta ed incapace di risposte condivise ed utili alla rinascita della città.



L’Aquila, 16-12-2010

venerdì 10 dicembre 2010

L'USCITA DALL'I.D.V. DEL CONSIGLIERE REGIONALE, GINO MILANO,

E' UN FATTO DI MALCOSTUME POLITICO, MA PURIFICA E RAFFORZA IL PARTITO.

L’uscita dall’I.d.V. del Consigliere Regionale,Gino Milano, è un fatto di malcostume politico, ma purifica e rafforza il partito!

In politica è legittimo cambiare opinione ed anche Partito, se si cambia idea o non si condivide più il progetto politico, ma bisogna avere rispetto degli elettori, prima ancora che del Partito,e giungere alla fine del mandato elettorale.

Purtroppo, oggi, più di ieri, il trasformismo e l’opportunismo caratterizzano la condotta politica di tante persone, che antepongono gli interessi personali alla visione generale, che utilizzano il Partito per fini personali e non per servire la collettività.

Lo spettacolo indecente di questi giorni della compravendita dei Parlamentari disgusta gli elettori ed offende i cittadini che - se hanno un lavoro …- a fatica cercano di arrivare alla fine del mese.

Questi segnali di malcostume e di immoralità finiscono per favorire e legittimare anche il degrado della politica a livello regionale e locale, nella quale i cambi di casacca e le scelte repentine e utilitaristiche sono all’ordine del giorno.

Il caso del Consigliere Regionale, Gino Milano, è l’ultimo esempio di questa cattiva e vecchia politica ed ha riguardato anche l’I.d.V., Partito che fonda il suo essere sui valori della coerenza, della pulizia e della moralità.

Per fortuna e prima che contagiasse il nostro Partito, il Consigliere Milano, capitato per caso nell’I.d.V., ha deciso di andarsene con l’A.P.I. di Rutelli, con il bottino elettorale, senza lasciare tracce della sua azione politica.

L’I.d.V. dell’Aquila e della Provincia non sentirà la mancanza di un Consigliere regionale, che in 2 anni nessuno ha mai visto in piazza Duomo o fra la gente terremotata, che non ha saputo o voluto rappresentare le istanze degli aquilani, che non ha speso una sola parola per la ricostruzione.

Le dimissioni da Consigliere Regionale, che gli vengono richieste dagli organismi dell’I.d.V., se egli vorrà, le deve dare per non aver svolto suo ruolo di Amministratore Regionale e di Presidente della Commissione di Vigilanza, di cui L’Aquila aveva bisogno e per non aver assunto un solo atto per la ricostruzione della Città e dei Comuni del cratere.

L’I.d.V. aquilana, con la sua sede in via Veneto,4 aperta tutti i giorni, è a disposizioni di tutti coloro che vogliono contribuire a cambiare questa cattiva politica ed a rinnovare la classe dirigente politica ed amministraiva ad ogni livello.

L’Aquila, 10-12-2010

Lelio De Santis

Coordinatore I.d.V. – L’Aquila

giovedì 2 dicembre 2010

A SULMONA COME ALTROVE,

PD E PDL SI SPARTISCONO POLTRONCINE DI ENTI INUTILI.

Com’era prevedibile, la Comunità Montana Peligna, dopo la Comunità Montana Sirentina, l’Ente acquedottistico di Sulmona, l’Ente acquedottistico dell’Aquila, l’Ente per lo smaltimento dei rifiuti, ha un nuovo Presidente - o meglio, il vecchio Presidente del P.D.- e la nuova Giunta, con un Assessore targato P.D. ed un altro in quota P.D.L. Si concretizza, così, un suicidio politico per il Centrosinistra,se ancora c’è, ed una forma di governo del ” vogliamoci bene”, riferito agli amministratori, non al territorio!

Non c’è da meravigliarsi più di tanto, come fa qualcuno, perché il degrado della politica è smisurato e l’insensibilità di tanti politici attraversa tutti gli schieramenti, offende il buon senso e cozza con la gravità della situazione sociale ed economica, soprattutto di alcune zone dell’Abruzzo interno, come la Valle Peligna.

A questi politici interessa poco la linea politica o gli obiettivi da conseguire, ma solo ottenere uno sgabello o un distintivo da ostentare : con questo andazzo come si affronteranno i problemi della crisi industriale e della disoccupazione, che stanno soffocando lo sviluppo dell’intera Valle Peligna?

A che servono Documenti e Mozioni a sostegno della ripresa economica, come quelli approvati nell’ultimo Consiglio provinciale , tenutosi a Sulmona, se la Classe dirigente locale è rinchiusa in se stessa, se pensa principalmente a perpetuare il suo piccolo potere, se non si accorge di rappresentare solo se stessa?

L’Italia dei Valori, dal livello locale a quello regionale, pensa che bisogna dire basta a queste forme trasversali e confuse di gestione della cosa pubblica, che bisogna dire basta ad inciuci ed a pratiche di potere che allontanano i cittadini dalla Politica e che non risolvono i problemi dellla collettività.

E’ ora di cambiare pagina e di avviare una nuova stagione politica a Sulmona, dopo il fallimento della Giunta Federico, e nella Valle Peligna, pensando anche a nuove forme di organizzazione e di progettualità fra i Comuni - superando anche il vecchiume e l’inutilità delle attuali Comunità Montane, per ridare incisività e credibilità all’azione politica ed amministrativa.


L'Aquila 2/12/2010

Esecutivo Regionale - Italia dei Valori