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sabato 27 novembre 2010

LA PREDICA DELL’ARCIVESCOVO MOLINARI OFFENDE I CITTADINI.

Privilegi per la Chiesa, ritardi per i cittadini

Caro Arcivescovo Molinari,

abbiamo saputo una settimana dopo che Lei sabato 20 si è fatto rappresentare alla manifestazione per la Ricostruzione da alcuni suoi amici, con il compito di contare i presenti…”Non erano 20 mila né 13 mila,ma solo 12.753!”

Abbiamo anche saputo che il conteggio preciso dei partecipanti serviva alla Curia, ma anche al Commissario Chiodi ed al Presidente Berlusconi.

Questa era una semplice incombenza a cui ha voluto assolvere-senza esporsi in prima persona ed al freddo- per rendere un servizio allo Stato Italiano che, anche in questa difficile situazione, sta vicino alla Chiesa Cattolica ed ai suoi più importanti Magistrati, con i fatti e non con le parole, con i fondi spendibili subito e non con le solite promesse.

Fatti ed investimenti che gli Aquilani chiedono da 19 mesi e che chiedevano quel giorno piovoso, sfilando in modo composto,quasi rassegnato, con rabbia e con speranza : la speranza che le loro case possano essere ricostruite, com’è avvenuto per le Chiese; la speranza che i loro figli possano avere un futuro in questa città, come le centinaia di giovani assunti senza concorso dai Suoi importanti amici; la speranza, mi permetta, di vedere anche Lei in una prossima circostanza in mezzo alla sua gente e non solo a fianco dei potenti di turno a tagliare i nastri!

Lei ha ragione quando dice che” le macerie rimarranno lì ed i problemi non si risolveranno” con le manifestazioni di popolo e che “ gli aquilani non sanno individuare la strada giusta “, ma gli aquilani normali, i cittadini comuni, i commercianti, gli artigiani, gli operai…non conoscono strade giuste o sbagliate :

conoscono solo per il ruolo che svolgono i loro Amministratori locali, i Commissari, i Presidenti, dai quali si attendono decisioni concrete e certe che valgano per tutti allo stesso modo!

Si aspettano la stessa concretezza e tempestività viste per realizzare la Chiesa di San Bernardino a Piazza d’Armi o la Residenza universitaria a Coppito, per derogare alle norme del P.R.G. per fini edificatori in una vostra area nella frazione di Paganica o per vedere subito finanziati i Beni della Curia nel Centro storico.

La verità è che Lei non ha partecipato alla manifestazione del 20 non perché ce l’ha con i partecipanti o non ama gli aquilani, ma semplicemente perché ha fatto una scelta di campo: sta dall’altra parte, sta dalla parte di Chi comanda e, così, con la Sua Alta Guida, nella Chiesa torna ad imporsi il Potere temporale, che governa e condiziona la vita sociale della città.

Basta saperlo e speriamo che il Suo Ruolo serva a L’Aquila per la sua Ricostruzione materiale, ma anche sociale e morale, di cui c’è tanto bisogno.

L’Aquila,27-11-2010

Lelio De Santis -
Coordinatore I.d.V. – L’Aquila

venerdì 26 novembre 2010

LA RICOSTRUZIONE HA BISOGNO DI UNA VERA GOVERNANCE.

CHIODI E CIALENTE SMETTETELA DI DARE I NUMERI…. .

Il Presidente -Commissario ed il Sindaco - ex vice Commissario continuano a dare uno spettacolo indecoroso sul trasferimento dei fondi al Comune per la gestione dell’emergenza e per l’autonoma sistemazione, rinfacciandosi a vicenda in pubblico colpe e responsabilità dei ritardi e della confusione.

Cialente continua a dire che i soldi non arrivano e Chiodi risponde che i fondi già trasferiti sono circa il 70% di quanto richiesto : chi abbia ragione poco importa ai cittadini, a tutti noi importa di più che le risorse finanziarie necessarie siano erogate in tempi certi e che i contributi per la ricostruzione siano disponibili in tempi ragionevoli e con atti trasparenti.

La gestione commissariale, purtroppo, comporta percorsi amministrativi conosciuti a pochi, prevede decisioni molto discrezionali nei modi e nei contenuti, e non contempla un minimo di controllo da parte delle Istituzioni democratiche e dei cittadini.

Il pagamento dell’autonoma sistemazione o il ristoro delle attività produttive danneggiate dal sisma,

la sistemazione del verde pubblico o dei marciapiedi non possono dipendere dall’umore o dalla buona volontà del Commissario o dai rapporti che intercorrono tra Chiodi e Cialente.

Le risposte ai bisogni dei cittadini ed alle esigenze della ricostruzione stanno nelle competenze dello Stato e delle Istituzioni che devono assolvere-e bene-ad un loro dovere.

La verità è che Chiodi svolge numerose funzioni : Governatore, Commissario alla sanità. Assessore all’ambiente, e fa il Commissario alla ricostruzione nei ritagli di tempo!

Questo non è umanamente possibile e nemmeno serio, stante la mole di lavoro e le numerose incombenze relative al ruolo di Commissario per la ricostruzione, che imporrebbe un impegno a tempo pieno.

Penso,pertanto, che Chiodi farebbe bene a lasciare qualche poltrona : dopo Cialente, lasci il ruolo di Commissario e favorisca una nuova Governance, democratica ed aperta al contributo dell’Università e delle professioni locali, fuori dai condizionamenti politici e capace di eliminare complicazioni, confusioni e burocrazie, che stanno soffocando la rinascita dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere.



L’Aquila, 26-11-2010

giovedì 25 novembre 2010

RISOLUZIONE URGENTE IN CONSIGLIO REGIONALE SULLA CENTRALE TERMOELETTRICA A BIOMASSE.

Centrale termoelettrica a biomasse di Bazzano:

l’Italia dei Valori presenta una Risoluzione Urgente in Consiglio Regionale

L’Italia dei Valori, come aveva annunciato, ha presentato oggi al Presidente del Consiglio Regionale una Risoluzione Urgente, a firma dei Consiglieri Carlo Costantini e Gino Milano, per la sospensione dell’autorizzazione alla relizzazione della centrale a biomasse a Bazzano.

La nuova Conferenza di servizio, convocata per il giorno 2 Dicembre, dovrà tener conto della decisione che assumerà- sulla base di questa Risoluzione- il Consiglio Regionale, che si pronuncerà nella prossima seduta, in relazione non solo agli aspetti procedurali, ma anche alle valutazioni sociali, economiche ed alla compatibilità ambientale ed urbanistica.

I.d.V. – L’Aquila
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AL SIGNOR PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO REGIONALE

L’Aquila, 24 novembre 2010

RISOLUZIONE URGENTE N.
OGGETTO: Centrale termoelettrica a Bazzano-L’Aquila - Sospensione Autorizzazione Unica.

IL CONSIGLIO REGIONALE
premesso che: la Regione Abruzzo, con provvedimento n. 109 del 30 agosto 2010, ha rilasciato alla società MA@D POWER ENGINEERING Spa, con sede legale a Varese, l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di un impianto termoelettrico della potenza di 5,5 MW, alimentato da biomasse vegetali solide vergini;
dal Consorzio per il Nucleo industriale dell’Aquila sono stati assegnati alla società proponente, per il suddetto progetto, con delibere nn. 196/2007 e 52/2010, due lotti di terreno in località Caselle di Bazzano-L’Aquila;
in sede di Conferenza di servizio, nelle sedute svoltesi il 22 ottobre ed il 3 maggio 2009, sono stati acquisiti i relativi pareri favorevoli da parte dei soggetti coinvolti nel procedimento;
ravvisato che: in conseguenza del sisma del 6 aprile 2009, il territorio nel quale dovrebbe sorgere la centrale termoelettrica è stato fortemente urbanizzato ed ospita due grandi insediamenti del progetto C.A.S.E., centri abitati, numerosi uffici pubblici (Provincia, ARTA, Camera di Commercio, Corte d’Appello, Università) e tante altre attività commerciali ed artigianali;
i fumi prodotti dalla combustione provocherebbero l’immissione in ambiente di grandi quantità di macro e micro inquinanti (polveri sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici, diossine) con effetti pericolosi per la salute della popolazione;
il prevedibile gigantesco incremento del traffico pesante su gomma per la fornitura di biomasse necessarie all’alimentazione dell’impianto determinerebbe un ulteriore congestionamento della zona, già percorsa giornalmente da migliaia di veicoli;
valutato che: l’incertezza e l’indeterminatezza della possibilità di un costante approvvigionamento di biomassa agricola e forestale necessaria, non disponibile in zona, potrebbe rendere reale il rischio di trasformazione dell’impianto da produzione di energia da biomasse a inceneritore di rifiuti;


visti i pareri contrari alla realizzazione dell’impianto dei Consigli di Circoscrizione nn. 9, 11 e 12 ( Camarda, Paganica, Bagno, Monticchio, S.Elia );
visto, altresì, l’ordine del giorno del Consiglio comunale dell’Aquila approvato in data 8 novembre u.s., che - accogliendo i numerosi rilievi critici e constatando il crescente allarme sociale - invita l’Ente Regione a rivedere i pareri favorevoli ed a sospendere l’efficacia dell’autorizzazione;

tanto premesso, ravvisato, valutato e visto,

IMPEGNA
il Presidente della Giunta regionale e la Giunta nel suo complesso
 a sospendere in via di autotutela l’efficacia del provvedimento di Autorizzazione Unica n. 109 del 30 agosto 2010 - pubblicato sul B.U.R.A. n. 65 del 6 ottobre 2010 - rilasciato ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387;
 a riattivare, nelle more della sospensione, la Conferenza di servizio per riesaminare i pareri dei soggetti e degli enti coinvolti nel procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione Unica, alla luce degli eventi e delle considerazioni nuove determinatesi a causa del sisma, nonché a seguito delle importanti criticità individuate;
 a considerare, in sede di nuova e ulteriore valutazione dell’interesse pubblico, oltre che gli aspetti riguardanti la salute dei cittadini e la tutela ambientale, anche le ragioni addotte dalle Istituzioni locali e le vocazioni del territorio, che sono da ritenere incompatibili con la realizzazione della suddetta centrale termoelettrica.

venerdì 19 novembre 2010

QUALE FUTURO PER LA VALLE SUBEQUANA: COMUNE UNICO O COMUNITA' MONTANA SIRENTINA.

La marginalità sociale e la debolezza economica della Valle subequana sta dentro la crisi e lo spopolamento delle zone interne, fenomeno che da anni sta caratterizzanndo l’intero Abruzzo in modo irreversibile, qualche volta anche con la complicità o la rassegnazione degli amministratori locali.

Le politiche di sviluppo che negli ultimi decenni i diversi Governi Nazionali e Regionali hanno perseguito non sono state in grado di assicurare condizioni minimali di vita sul piano sociale ed economico delle zone interne o montane, provilegiando gli agglomerati urbani e le realtà costiere, la cui consistenza demografica ha condiziona e condiziona le decisioni degli eletti .

Le cominità montane, costituite ai sensi della Legge n° 1102/ 72, rappresentarono una felice intuizione del legislatore che volle dotare i territori montani di un Ente specifico, con compiti di programmazione e di sviluppo della montagna, per preservare il suo patrimonio naturalistico ed agricolo e, soprattutto, per difendere ed accrescere le condizioni di vita dei”montanari o paesani”.

All’impegno straordinario degli Amministratori locali e comunitari della prima fase di vita delle Comunità Montane corrisposero atti coerenti e trasferimenti di fondi ordinari da parte della Regione e dello Stato, che dimostrarono di essere sensibili ed in linea con lo spirito della legge.

Da anni, però, si è rotto questo rapporto positivo e costruttivo tra le aspettative dell’amministratore locale e la potestà legislativa della Regione e dello Stato, che hanno sempre più trascurato le esigenze dei territori montani, riducendoli ad una condizione di miseria e di sudditanza.

La Comunità Montana Sirentina , in particolare, ha avvertito maggiormente questa condizione di abbandono, anche per il suo scarso peso politico e di rapresentanza nelle Istituzioni.

Nonostante sia stata salvata sulla carta dalla legge regionale di riforma, ha davanti un futuro molto incerto e privo di prospettive serie per quanto attiene alla sua stessa sussistenza.

D’altra parte, un Ente esiste se svolge un ruolo utile alla collettività; un Ente è giusto che rimanga se ha mezzi e competenze da assolvere: il territorio della Sirentina, oggi più di ieri, è soggetto a spinte centrifughe da parte dell’Altipiano delle Rocche e da parte del medio Aterno, riducendo la sua funzione riconosciuta all’ambito della Valle subequana.

Si pone, pertanto, la necessità di individuare un unico Ente di rappresentanza di questo territorio e di gestione dei servizi : o la Comunità Montana ( una struttura amministrativa che sovrintende ai Comuni) o il Comune unico subequano( una struttura amministrativa che unisce i Comuni, conservandone l’identità)

Il dibattito che si sta sviluppando da qualche tempo sul Comune Unico Subequano ha avuto il merito di porre il problema del futuro dei nostri Comuni-polvere , che custodiscono gelosamente la loro autonomia, ma devono fare i conti con la mancanza di mezzi, di ruolo e di prospettiva.

La loro dimensione demografica e l’orientamento del legislatore all’accorpamento dei Comuni inferiori a 3.000 ab. impone agli amministratori locali senso di responsabilità e lungimiranza politica, per non pregiudicare ulteriormente le condizioni di vita dei residenti, la cura e la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico dei paesi subequani.

L’idea del comune unico va apprezzata ed approfondita; è sbagliato rigettarla - come fa qualche Sindaco - aprioristicamente per calcoli municipalistici o personalistici, perché continuando a non vedere in faccia la realtà si contribuisce soltanto alla dissoluzione silenziosa ed inesorabile di una valle, r

icca di storia e emergenze ambientali, che è il cuore del Parco Regionale, e che potrebbe ancora- con una struttura amministrativa più incisiva ed unitaria- tornare a vivere e ritagliarsi un ruolo di maggiore rilevanza sociale ed economica.

Penso che, in queste condizioni politiche ed in questo contesto istituzionale, il futuro dei subequani deve essere scritto solo dai cittadini subequani, con spirito unitario e mettendo avanti le ragioni che hanno tenuto insieme per secoli la vallata e non le differenze del peggiore campanilismo,che ha prodotto solo danni al nostro territorio.





Lelio De Santis



Già Presidente della Comunità montana sirentina

giovedì 18 novembre 2010

LA MANIFESTAZIONE DEL 20 NOVEMBRE A L'AQUILA SIA SOLO L'INIZIO DI UNA NUOVA FASE.

I cittadini, i Comitati, le Associazioni culturali, le Organizzazioni del lavoro e dell’impresa, le Forze politiche, gli Enti locali che manifesteranno sabato prossimo nel centro storico della città sono uniti nella battaglia di civiltà per avere la certezza e la garanzia della possibilità di una ricostruzione materiale, sociale ed economica dell’Abruzzo aquilano.

Manifestano anche per cambiare una situazione impantanata in una gestione commissariale, fatta di ordinanze oscure e di decisioni verticistiche, che produce continui conflitti istituzionali e la peggiore burocrazia, vero cancro del sistema democratico.

Basta, quindi, alla burocrazia ed alle procedure confuse e più controlli negli appati pubblici e privati, già dalla fase della presentazione delle domande da parte delle Istituzioni.

Per mettere la ricostruzione su binari sicuri bisogna uscire dalla politica dell’emergenza e delle ordinanze ed entrare in una fase nuova di politiche condivise con una legge che assicuri fondi certi e procedure snelle.

La manifestazione è certamente utile per raggiungere lo scopo, ma non bisogna illudersi di aver superato gli ostacoli: alla protesta deve seguire la proposta, alle contestazioni devono seguire i progetti, alle polemiche istituzionali devono seguire le azioni concertate e concrete dei vari livelli del Governo del territorio.

Gli uomini del Politica e delle Istituzioni che parteciperanno devono sapere che il loro compito non si esaurisce con la sfilata : dovranno prendere impegni e mantenerli : e lo dico a cominciare dal Presidente del mio partito, Antonio Di Pietro!

Penso, intanto, che sarebbe un segnale di buon auspicio se dopo Cialente , si dimettessero anche Chiodi e Cicchetti e si realizzasse una Governance trasparente alla pari fra i Cittadini, le Istituzioni locali, la Regione, il Governo, che si avvalga di strutture tecniche e manageriali qualificate e delle competenze presenti sul territorio, a cominciare dall’Università e dagli Ordini professionali.

L’Aquila, 18-11-2010
Lelio De Santis

venerdì 12 novembre 2010

Conferenza stampa dell’Italia dei Valori – 12-11-2010.



L’Italia dei Valori rilancia la sua presenza a L’Aquila e nel suo territorio con la costituzione di un nuovo gruppo dirigente della struttura comprensoriale “ L’Aquila, Città territorio”, più aderente all’attuale contesto sociale ed un’idea di futuro, e con l’apertura della sede del partito nel cuore della città, primo ed unico partito, per testimoniare concretamente la volontà di riprendere ogni forma di attività nel centro storico. E’anche a disposizione di Associazioni e di Comitati.

La sua linea politica, di concerto con gli amministratori locali ed in sintonia con le posizioni regionali e nazionali, cercherà di combattere limiti ed inadeguatezze nella gestione della cosa pubblica ad ogni livello, e di affrontare concretamente uno dopo l’altro i problemi amministrativi cittadini e territoriali, senza alcun vincolo o condizionamento politico.

Sono stati già programmati incontri tematici per affontare le questioni urgenti, privilegiando un approccio di merito e condiviso, con gli Ordini professionali, con le Organizzazioni sindacali, con le Associazioni culturali.

- Manifestazione del 20 novembre 2010-11-11

L’Id.V. aderisce alla manifestazione, condividendo gli obiettivi ed i contenuti della stessa. Ritiene che la mobilitazione popolare e la partecipazione dal basso siano la garanzia della possibilità che alle parole seguano i fatti e che, spenti i riflettori, e magari con una crisi di governo, il problema della ricostruzione scompaia dall’agenda politica.

L’Id.V. si batterà per ripristinare gli indispensabili livelli di trasparenza e di democrazia e per rilanciare la centralità degli Enti Locali nella ricostruzione.

Parteciperà il Presidente Nazionale dell’I.d.V., Antonio Di Pietro.

- Centrale termoelettrica a biomasse

Il NO a questo impianto industriale è netto, senza se e senza ma !

Rappresenta un problema serio, non opportunità di sviluppo.

Una centrale termoelettrica è incompatibile con la vocazione di quel territorio, produce effetti pericolosi per la salute dei cittadini, determina conseguenze negative sul piano sociale ed ambientale e non corrisponde alle reali esigenze di sviluppo economico di quell’area della città.

Rincresce constatare che l’Amministrazione attiva ed il P.D. abbiano voluto stravolgere l’o.d.g. del Consigliere Alì Salem, accettando in Consiglio Comunale solo l’approvazione di una seconda versione,riveduta e corretta, sbiadita e svuotata di incisività, per non intralciare il percorso di realizzazione della centrale.

L’Amministrazione Comunale acconsentendo in fase istruttoria alla realizzazione ha, evidentemente, sottovalutato l’impatto e le ricadute sul territorio di questa iniziativa industriale, ma,soprattutto,- e questo è più grave- ha abdicato al suo ruolo di soggetto istituzionale, unico responsabile della pianificazione urbanistica e della programmazione socio-economica della città.

Siccome l’azione di persuasione nei confronti della Regione affidata al Sindaco non produrrà risultati positivi- e la società Futuris Aquilana ha già dettato il suo parere intransigente- l’I.d.V con i suoi Consiglieri Regionali presenterà una Mozione in Consiglio Regionale per bloccare la realizzazione della Centrale.

lunedì 8 novembre 2010

Arriva Berlusconi e tutti a chiedere l’elemosina! Anche le Istituzioni Culturali…ed il P.D. invocano il Premier

Sorprende che anche le maggiori Istituzioni culturali della città vedano in Berlusconi, anche se caduto in disgrazia, la soluzione ai loro problemi finanziari e chiedano aiuto per sostenere le importanti attività culturali che danno lustro da anni alla Città di L’Aquila.

E lo fanno con la presenza di Esponenti importanti dell’Amministrazione comunale e del P.D., che un giorno contestano la gestione commissariale e verticistica del Governo, ed un altro giorno chiedono aiuto ed attenzione al Capo del Governo per finanziamenti una tantum per mantenere in piedi queste strutture culturali, utilizzando i fondi della S.p.A. Arcus in luogo del Fus e dei fondi regionali- cosa che sarebbe più logica-.

Questo è un modo riduttivo ed opportunistico per affrontare il grande problema della cultura e delle Istituzioni culturali, che non può essere risolto invocando l’intervento del premier, capitato qui per caso o per altri motivi, ed accettando di fatto un metodo che a parole si rifiuta.

L’Aquila, che si candida a Capitale europea della cultura nel 2019, ha bisogno di un vero progetto di valorizzazione di tutte le risorse culturali presenti nel territorio, e non solo del- le solite anche se importanti Istituzioni; ha bisogno di ridare dignità e valore al suo patrimomio storico-culturale; ha bisogno, soprattutto, di aprire e di rinnovare il cerchio della dirigenza di Enti ed Associazioni culturali, che in qualche caso resiste da decenni!

Il Comune, la Provincia e la Regione, invece di occuparsi di cultura alla giornata e solo sul piano finanziario, dovrebbero parlarsi e costruire insieme una prospettiva realistica e credibile per L’Aquila- Città di arte e cultura, da presentare all’attenzione del Governo.

L’Aquila necessita di progetti condivisi e di fondi certi e duraturi, anche nella Cultura…

L’aquila, 8-11-2011

Lelio De Santis

Coordinatore I.d.V. - L’Aquila

venerdì 5 novembre 2010

L’Aquila soffocata dal traffico e studenti senza trasporti adeguati


Tratto L’Aquila Est-L’Aquila Ovest, subito gratuito

Il Comune risolva il problema

Gli aquilani, nella speranza di rivedere un domani la loro città com’era, tollerano le imposizioni della gestione commissariale, tollerano le inadempienze del Governo, tollerano la latitanza di Provincia e Regione rispetto al tema della ricostruzione, ma non tollerano più l’inconcludenza dell’Amministrazione Comunale sui problemi ordinari della vita quotidiana, perché li vede da mesi affogati nel chiacchiericcio politico e mai presi di petto.

Il problema del traffico impazzito, della viabilità inadeguata e dei collegamenti insufficienti è talmente serio e preoccupante che dovrebbe richiedere un impegno prioritario e straodinario dell’Amministrazione comunale per trovare una soluzione.

Ogni giorno, soprattutto nelle ore di punta, in ogni angolo ed in ogni direzione, si vedono strade piene di macchine in fila e, nonostante i sensi unici e le rotonde, spesso ci scappa pure il morto...

I trasporti pubblici sono assolutamente insufficienti: i ragazzi impiegano il loro tempo migliore per andare e tornare da scuola e gli 8.000 studenti universitari sono costretti ad utilizzare navette prese in fitto per raggiungere i diversi poli didattici!

Mi sembra proprio poco dignitosa questa situazione che non aiuta certamente i giovani a rimanere ed a pensare ad un loro futuro a L’Aquila.

Spostarsi a L’Aquila è diventata un’impresa quotidiana molto difficile e stressante: si arriva prima a Pescara o a Roma che da Paganica a Pettino!

Chiedo, pertanto, al Sindaco ed agli Assessori di dedicare al tema una seduta di Giunta, con il supporto dei tecnici e dei dirigenti dell’AMA, e di non uscire senza prima aver dato una soluzione al problema.

Io mi permetto di suggerire alla giunta comunale di riprendere – agendo con forza sulla Società Autostrade dei parchi e sul Commissario Chiodi – l’idea di rendere percorribile in modo gratuito il tratto autostradale tra L’Aquila Est e L’Aquila Ovest, da utilizzare come raccordo cittadino, che potrebbe contribuire a snellire il traffico.

Mi permetto, altresì, di chiedere al Sindaco di agire con fermezza per ottenere dalla Regione maggiori trasferimenti per il trasporto pubblico, perché L’Aquila vive ancora una condizione di emergenza e di bisogno e, quindi, non può essere trattata come le altre città abruzzesi.

Ecco, gli aquilani si aspettano dagli Amministratori comunali la soluzione dei problemi concreti della quotidianità e non solo la discussione sui grandi sistemi e le polemiche spesso improduttive.

L’Aquila, 5-11-2011


Lelio De Santis - Italia dei Valori